venerdì 22 giugno 2012

Scacchi : l'assurdità delle categorie femminili.

Negli sport è usuale che vi sia differenziazione di categorie tra uomini e donne, e di fatti, in ogni sport si distinguono la specialità maschile e quella femminile, questo appare ampiamente giustificato dalle differenze fisiche di base, dato che madre natura ha dotato il genere maschile di maggiore potenza muscolare, rispetto al genere femminile, che possiede altre peculiarità. Quindi dal punto di vista dell'aspetto fisico si evince che indubitabilmente l'uomo, in genere, sia superiore alla donna, questo giustifica lo svolgimento di attività sportive di tipo fisico in maniera separata. Ma a quanto mi risulta le facoltà intellettive sono eguali per entrambi i generi umani, l'essere donna o uomo, non comporta assolutamente distinzioni mentali, le doti mentali sono paritarie e non vi possono essere vantaggi rispettivi, allora mi chiedo, perchè uno sport mentale come gli scacchi prevede titoli di categoria femminile? a quale pro? appare ovvio che la distinzione è fittizia e paradossale, perchè non vi si trova il fondamento che dovrebbe determinarla. Anzi io trovo sia offensiva questa distinzione nei confronti delle donne, perchè presuppone una loro inferiorità mentale e nel XXI secolo mi sembra aberrante questa concettualizzazione. In qualche modo le donne all'interno del movimento scacchistico dovrebbero muoversi per emanciparsi e far si, che questa distinzione che si basa su una visione  maschile del mondo, sia cancellata, così come mi auguro, che vengano per sempre cancellate le odiose categorie femminili.