domenica 28 aprile 2013

Gli spari in piazza

 Roma ore 11 e 40 della giornata di domenica 28 aprile 2013, Piazza Colonna davanti Palazzo Chigi, un uomo esplode diversi colpi di pistola sul cordone dei carabinieri posti all'ingresso mentre al Quirinale il nuovo governo Letta stava prestando giuramento con il Presidente Napolitano. L'uomo ha ferito 2 carabinieri di cui 1 in modo grave, oltre a quanto pare ad una passante ferita in modo lieve, il fermato ha dichiarato che il suo obiettivo erano i politici. Il sindaco di Roma Alemanno, giunto sul luogo poco dopo l'accaduto, ha dichiarato l'avvenimento odierno è colpa di chi ha attaccato il "palazzo", si la solita politica di sfruttare un evento per colpire gli avversari politici accusandoli per via indiretta di essere in qualche modo i mandanti ideologici di quell'accaduto. Ed è proprio di questo che volevo parlare, della facile strumentalizzazione dei fatti, in questo caso di un "normale" fatto di cronaca, qualcuno direbbe come normale? si normale, perchè se non sbaglio la violenza in questa nostra società non manca, solo che sconvolge il fatto che si tocchi il cuore dello Stato, ma ciò è figlio dei tempi, figlio della incosistenza di questa politica, della classe politica che sembra quasi un cancro all'interno di questo paese, perchè il compito della politica è risolvere i problemi della società, la politica è un servizio, invece a me sembra che la politica sia una casta e questo è sicuramente percepito da molti milioni di persone in questo paese. Solitamente i disperati si sparano e non creano problemi alla società, oggi si è avuto un copione diverso e questo ha scosso l'opinione pubblica, perchè stavolta il tipo non si è sparato ma ha sparato, già sembra tutto così simile ma risulta in realtà molto diverso, soprattutto per il luogo della sparatoria, adesso anzichè cercare improbabili mandanti morali, chi ha il compito di governare questo paese o la propria città o regione farebbe bene a impegnarsi per farlo al meglio e dando risposte certe alla società civile, la risoluzione dei problemi è l'unica medicina per evitare un collasso sociale, altrimenti non ci si potrà poi stupire di giorni di ordinaria follia.