martedì 25 giugno 2013

Il principio della responsabilità coloniale

Il colonialismo moderno possiamo dire che si è aperto con la scoperta delle Americhe e con la conseguente conquista dei territori del nuovo mondo da parte di spagnoli, portoghesi, francesi, inglesi e olandesi, a questo primo atto dell'epopea coloniale seguirà e si svilupperà nell'ottocento un secondo atto quello dell'invasione del continente africano( in realtà i portoghesi controllavano già da secoli alcuni territori africani, ma è inngegabile che è l'ottocento il secolo che vede un intero continente cadere sotto le mani dei conquistatori europei) e di parte di quello asiatico.
Quello che mi interessa maggiormente è di stabilire un principio di responsabilità coloniale, e mi ripropongo di enunciare questo principio in special modo per il continente africano, anche perchè oggi la nostra Europa è la porta dell'Africa, è lo vediamo ogni giorno con gli sbarchi che continuano ad avvenire sulle coste italiane, per esempio, e quindi con lo sbarco e la pacifica invasione di migliaia di esseri umani provenienti dal continente "nero".
L'Africa per secoli è stato un continente poco conosciuto dagli europei se si esclude il nordafrica, il continente subsahariano era avvolto nel mistero o quasi, le prime fasi coloniali videro cadere sotto il controllo degli europei le coste del continente, il preludio alla spartizione ottocentesca del continente , i maggiori beneficari di questa operazione furono Gran Bretagna e Francia che tagliarono e spartirono tra loro l'Africa come fosse una bella torta, il resto delle fette quelle più piccole erano appannaggio di portoghesi, olandesi, belgi , tedeschi, spagnoli e italiani. 
L'ideologia colonialista sostiene che allo sfruttamento delle risorse dei paesi colonizzati si ha un ritorno in infrastrutture e progresso, si perchè uno dei capisaldi ideologici del colonialismo , è il principio civilizzatore dei paesi colonizzatori, e d'altronde questo principio è ancora ben saldo, oggi si usa dire "esportare democrazia" si siamo ad una fase successiva del processo ossia l'imperialismo ma l'ideolgia per le masse è la stessa, la giustificazione la medesima, portare il progresso, portare i nostri sani principi occidentali alle popolazioni più "sfortunate" , che ancora vivono secondo le loro tradizioni da "selvaggi". Un'opera importante in questo lo ha avuto evidentemente anche la Chiesa cristiana più o meno cattolica, ortodossa o protestante che sia, inviando i propri venditori di illusioni al seguito degli eserciti dei paesi "avanzati" giustificando altresì l'opera di quei "principi" della civiltà, e sistematizzando il processo di civilizzazione e cristianizzazione di queste masse di "poveracci". Io credo che nessuno debba essere civilizzato, in quanto non esiste un nesso logico che ci induca a pensare che un uomo civilizzato sia migliore di un "cavernicolo", se ci si pensa anche un "cavernicolo", vive, si nutre, si riproduce , ha rapporti sociali con gli altri "cavernicoli", ha i propri dei, la propria arte, il proprio ruolo nel mondo, nel suo mondo, già perchè non esiste una verità assoluta, ma tante piccole realtà relative, solo che per molti è difficile scorgerle. Ognuno è ciecamente convinto che il suo mondo sia il mondo, e magari qualcun altro finisce per crederci, il problema è questo, abbiamo esportato modelli e visioni magnifiche del nostro mondo, adesso che i figli di altri contineti a noi legati per quella recente storia coloniale, che ha visto nel caso dell'Africa un intero continente finire sotto l'egida degli europei, si imbattono in viaggi estenuanti e rischiosi, molte volte mortali, per lasciare i loro paesi, alle volte dilaniati dalle guerre civili o con realtà confinanti( che gli europei fomentano e di cui sono i mandanti ideologici) o dalla estrema povertà in cui versano, o dalla speranza di una vita "europea" in ogni caso il risultato finale è che continue migrazioni portano sempre più Africa in Europa con i relativi problemi inerenti, perchè l'Europa non è in grado ovviamente di ospitare tutte queste genti, e il problema reale che si crea è una sorta di conflittualità tra poveri, si perchè il punto è che la pubblicista imperialista, fa si che si scarichi, sullo straniero ogni sorta di peccato o colpa, e che si scarichi su di esso le responsabilità del momento, così da scaricare sul prossimo sventurato tutti quei motivi di conflittualità sociale che altrimenti provocherebbero o potrebbero provocare una guerra tra classi, così magari in molti anzichè turbarsi dei malgoverni dei loro paesi, si incupiscono pensando a questi nuovi arrivati, ritenendoli il problema, quando in realtà il problema, il vero problema sta a monte,ed alle volte è ben più invisibile, è nascosto, il problema è la ricchezza in mano a pochissime persone, e quindi l'iniqua distribuzione delle risorse, il problema è lo sfruttamento di quei paesi adesso liberi dal colonialismo, ma prigionieri delle grandi multinazionali che contiunano il dominio e l'oppressione sulle terre dell'Africa, questa è la responsabilità coloniale, perchè anche se oggi il colonialismo è concluso da tempo, la sua naturale evoluzione in imperialismo continua a condizionare il continente africano, continua a depredarlo e a privarlo di un futuro autonomo, e poi ci si stupisce quando arrivano i barconi della "speranza" sulle spiagge del continente europeo, quando i problemi creati dall'occidente ritornano allo stesso occidente, bisognerebbe interrogarsi su come risolvere i problemi attuali e non stupirsi dell'ovvio, forse con un Africa più africana e finalmente libera dal giogo imperialista la situazione potrebbe mutare, favorendo le dinamiche e le logiche di quei contesti socio-culturali e promuovendo soluzioni africane ai problemi africani, ma fino a quando l'Africa sarà l'Africa voluta e disegnata su un foglio di carta dagli europei credo che questo non potrà avvenire e che la responsabilità coloniale degli europei sarà pagata con gli incessanti arrivi di uomini dal continente nero in cerca di quell'Europa che gli è stata a forza esportata.