martedì 20 agosto 2013

I Maya e il loro sistema numerico

Tavola numerica
I Maya avevano buone conoscenze matematiche e uno dei loro maggiori interessi era il calcolo del tempo, il loro sistema numerico non era a base decimale ma vigesimale ( venti il numero base ). Si venti come le dita di mani e piedi, a pensarci risulta strano, se viene abbastanza semplice immaginare conteggi con le dita delle mani farlo con quelle dei piedi è perlomeno bizzarro e forsanche complicato, in ogni caso probabilmente non lo era per i Maya che della matematica fecero uno dei capisaldi della loro civiltà. Svilupparono anche l'idea dello zero, il cui simbolo era una conchiglia, gli altri valori erano rappresentati con un punto ( . ) per indicare il valore di uno e con una barra ( - ) per indicare il valore di cinque e contavano naturalmente per gruppi di venti. Altra curiosità e che i maya non avevano unità di misura di peso e capacità, ma calcolavano tutto secondo il sistema numerico e quindi per vendere ad esempio i semi di cacao li contavano uno per uno fino alle quantità di vendita che andavano da circa quattrocento a circa ottomila semi e a quanto pare erano anche piuttosto rapidi in questi estenuanti conteggi.

lunedì 19 agosto 2013

La "nuova" agibilità

Ricordo in tempi non sospetti, che la parola agibilità era legata indissolubilmente al mondo edilizio, in tempi recenti, anzi recentissimi, si è avuto un repentino mutamento dell'uso di questo termine, legandolo alla politica e al nuovo concetto di agibilità politica, tale concetto come tutti sapranno riguarda la possibilità di eludere una legge della Repubblica, al fine di rimettere nel baraccone della politica italiana Silvio Berlusconi che a seguito della condanna nella sentenza Mediaset dovrebbe risultarne interdetto, d'altronde come sorprendersi il trasformismo è un concetto antico,  direi di giolittiana memoria, ma oggi è uno dei capisaldi dei politici italiani. Che il condannato Berlusconi non potesse accettare le conseguenze della sentenza Mediaset era ovvio ed anche facilmente intuibile, come suo solito cerca di fare crociate contro le angherie dei giudici che si sa lo perseguitano, lo perseguitano da quando il nobile Cavaliere scese in campo per salvare l'Italia, per sconfiggere il comunismo e per salvare credo la religione cattolica o forse solo se stesso, e adesso si tira fuori l'agibilità politica, questa nuova invenzione dei suoi adepti per cercare di dare nuove giustificazioni ideologiche ai soliti abusi, si giustificazioni per far credere che il vero sia falso e il falso vero, ma quello che mi fa pensare e che ancora tanti e tanti italiani credono in questo impostore, in questo pregiudicato, in questo esimio imbroglione, con i suoi "contratti" falsi e le sue frodi fiscali, i suoi giullari di corte, i nani e le ballerine dell'harem e tutti i prodigi con cui ci ha disgustato in questi anni, spero solo che questo scempio abbia fine e che l'unica agibilità che si abbia, sia quella edilizia.

venerdì 9 agosto 2013

Salviamo...il salvabile...

Agosto è solitamente un mese rovente e la sentenza sul caso Mediaset e la relativa condanna di Silvio Berlusconi per frode fiscale sembrano aver arroventato ancora maggiormente questa già caldissima estate italiana. Come prevedibile il Cavaliere Oscuro non ha preso proprio bene questa sentenza, anche se a rifletterci bene, le colpe sono pure e per lo più sue, non tanto per il reato imputatogli, ma per il semplice fatto che in tutti questi anni di governo non ha pensato bene di abolire il reato di frode fiscale e risolvere così il problema alla radice, ma si sa aveva tante cose da aggiustare che qualcuna scappa sempre, solo che adesso ci scappa pure l'incandidabilità per sei anni e la possibile revoca del ruolo di senatore della Repubblica, la qual cosa da un qualche fastidio al sempre gioioso Cavaliere. Qualcuno vorrebbe che si graziasse il condannato in questione per il bene della società italiana, in quanto tra l'altro, a dire di costoro, il Berlusconi pur condannato rappresenta una moltitudine di cittadini che vedono in lui un importante punto di riferimento politico. Questa mi sembra una tesi molto interessante, davvero, perchè in sostanza si vuole dire che se un soggetto politico ha un forte o più o meno forte sostegno elettorale ed è ben visto da una congrua percentuale di cittadini, anche quando viola le leggi dello Stato, costui in ogni caso non dovrebbe essere perseguito, almeno per sommi capi, l'idea sarebbe questa, dicevo davvero interessante, più o meno funziona così quando un tipo ha un impero e la corona imperiale, di solito chi impera è al di fuori della legge, e quindi questa idea in quel caso funziona appieno, in una democrazia come dovrebbe essere quella italiana, questa idea a mio avviso rischia di non essere compatibile con i principi generali dello Stato. Per questo credo che bisogna finirla con le idee "geniali" e iniziare ad accettare le conseguenze delle proprie azioni, e quindi accettare una giusta sentenza e smetterla di piangere e lagnarsi o di organizzare pullman di prostesta o rivolte della cioccolata, un pò di serietà in fine, si lo so la serietà è difficie forse chiediamo troppo!