lunedì 19 agosto 2013

La "nuova" agibilità

Ricordo in tempi non sospetti, che la parola agibilità era legata indissolubilmente al mondo edilizio, in tempi recenti, anzi recentissimi, si è avuto un repentino mutamento dell'uso di questo termine, legandolo alla politica e al nuovo concetto di agibilità politica, tale concetto come tutti sapranno riguarda la possibilità di eludere una legge della Repubblica, al fine di rimettere nel baraccone della politica italiana Silvio Berlusconi che a seguito della condanna nella sentenza Mediaset dovrebbe risultarne interdetto, d'altronde come sorprendersi il trasformismo è un concetto antico,  direi di giolittiana memoria, ma oggi è uno dei capisaldi dei politici italiani. Che il condannato Berlusconi non potesse accettare le conseguenze della sentenza Mediaset era ovvio ed anche facilmente intuibile, come suo solito cerca di fare crociate contro le angherie dei giudici che si sa lo perseguitano, lo perseguitano da quando il nobile Cavaliere scese in campo per salvare l'Italia, per sconfiggere il comunismo e per salvare credo la religione cattolica o forse solo se stesso, e adesso si tira fuori l'agibilità politica, questa nuova invenzione dei suoi adepti per cercare di dare nuove giustificazioni ideologiche ai soliti abusi, si giustificazioni per far credere che il vero sia falso e il falso vero, ma quello che mi fa pensare e che ancora tanti e tanti italiani credono in questo impostore, in questo pregiudicato, in questo esimio imbroglione, con i suoi "contratti" falsi e le sue frodi fiscali, i suoi giullari di corte, i nani e le ballerine dell'harem e tutti i prodigi con cui ci ha disgustato in questi anni, spero solo che questo scempio abbia fine e che l'unica agibilità che si abbia, sia quella edilizia.