lunedì 23 dicembre 2013

Sempre più giù

In Italia ci sono sempre più cittadini che vivono sulla soglia di povertà e al di sotto di essa e questo fenomeno sembra ovviamente destinato ad incrementarsi, si perchè la povertà ormai è un vero e proprio germe creato ad hoc dallo stato liberista e capitalista, una vera e propria malattia, si la povertà a mio avviso è una malattia,  malattia causata dallo stato delle cose, dal disordine creato da una classe politica che sembra essere una casta a se stante, dalle politiche che si adottano e si sono adottate, perchè non vi è dubbio che le colpe risiedano nel cattivo operato dei rappresentanti della popolazione che evidentemente non hanno fatto quello che era necessario fare per mantenere una certa coesione sociale e un certo benessere diffuso nel paese. Questo comunque non discolpa i cittadini che dovrebbero essere i primi attori della cosa politica, che dovrebbero reagire se deducono che la classe dirigente da loro votata sta tradendo il loro pensiero e le loro ragioni, i loro bisogni, le loro necessità, il cittadino deve essere un critico dell'operato dei propri rappresentanti e non uno spettatore annoiato, deve agire se le cose si mettono male, manifestare, protestare e opporsi in ogni modo possibile per rendere esplicito il dissenso e il malumore. Una nazione si regge sulla coesione sociale e sul diffuso benessere sociale e sulle opportunità che ogni cittadino deve avere, in questo paese questo principio a mio avviso è stato ampiamente tradito, il futuro per chi non ha un lavoro sembra adombrato da nubi sempre più nere e il discorso non è tanto diverso per tutti quelli che hanno un lavoro precario o per coloro i quali anche avendo un lavoro apparentemente stabile possono essere risucchiati dal vortice della crisi internazionale o per meglio dire della crisi internazionale del capitalismo, perchè i giornali ovviamente non lo dicono, ma il vero imputato di questa crisi è lo stato capitalista, la colpevolezza del modello capitalista appare chiara.
Come un buon osservatore può facilmente notare i provvedimenti per la distruzione della nazione vengono presi  poco alla volta, governo dopo governo, si perchè destra o sinistra il principio non cambia, entrambi gli schieramenti principali e storici della nostra politica contemporanea e per contemporanea intendo degli ultimi ventanni, sono strumenti del capitalismo, si distinguono soltanto perchè rappresentano due differenti gruppi di padroni, ma il risultato non cambia, le loro politiche sono tese a distruggere quel poco di stato sociale che resta e aprire totalmente al più assoluto e dissoluto sistema liberista, l'obiettivo è distruggere ogni minima difesa abbia ancora il cittadino per renderlo un moderno e libero schiavo, schiavo del perverso sistema liberista capitalista, schiavo senza presente e senza domani, schiavo della sua stessa libertà democratica.