giovedì 16 gennaio 2014

Sicilia: sono 83 gli indagati dell'Ars

Il capo di imputazione è l'uso illeggittimo dei fondi destinati ai gruppi dell'Assemblea regionale siciliana e sono ben 83 i deputati inquisiti dalla Guardia di Finanza per queste spese pazze, tanti i nomi eccellenti nel calderone compreso quello dell'ex presidente della regione Raffaele Lombardo, Davide Faraone responsabile del welfare nella segreteria nazionale del Pd, Giovanni Ardizzone attuale presidente dell'Ars, tra gli altri nomi ci sono Salvo Pogliese, Francesco Musotto, Antonello Cracolici, Giulia Adamo, Rudy Maira, Francesco Cascio, Lino Leanza, Nicola D'Agostino, Cataldo Fiorenza, Marianna Caronia solo per farne alcuni ma la lista è lunghissima 83 appunto i deputati, ma si arriva a 97 indagati se si includono anche i consulenti e i collaboratori.
Il quadro appare chiaro gli indagati rappresentano tutti i colori della politica italiana e siciliana, tranne che per il Movimento 5 stelle che non ha alcun indagato, i soldi destinati alla politica venivano utilizzati per le spese personali più disparate, dall'acquisto di intimo a quello di autovetture, gioeilli, regali e tante altre piccole schiocchezze e d'altro canto pare proprio che non si badasse tanto alle spese, questo vizietto durava da tanto tempo visto che le indagini riguardano diverse legislature dell'Ars.
In attesa dei procedimenti giudiziari e del corso della giustizia a noi non resta che sperare che il futuro della politica nell'Isola possa segnare un qualche radicale cambiamento comportamentale, anche se questo appare difficile perchè i mali della politica sono i mali della società, la politica non fa altro che rispecchiare a livello istituzionale quello che si caratterizza a livello sociale, troppo facile gridare ed inveire contro i politici, prendersela con la politica, il problema è alla base sociale, se la politica è corrotta e marcia, forse dovremmo iniziare a pensare che forse anche la società civile è marcia e corrotta e che quindi quei rappresentanti non fanno altro che riprendere i mali diffusi di questo paese.

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