venerdì 30 maggio 2014

Recensione: 9 Agosto 378 il giorno dei barbari

Il 9 agosto del 378 è la data in cui si svolge la Battaglia di Adrianapoli una delle più importanti battaglie dell'antichità anche se poco conosciuta, una battaglia che vede i "barbari" che poi sono i Goti supportati da qualche gruppo di cavalleria di Alani e Unni sconfiggere l'esercito romano che vedeva tra i suoi comandanti anche l'Imperatore Valente che morirà nella stessa battaglia. Questa sconfitta da praticamente avvio a quel processo di disgregazione a cui sarà soggetto l'Impero Romano e soprattutto quello occidentale, questo appare quasi paradossale visto che Adrianopoli ( oggi Edirne-Turchia europea ) si trovava nella Tracia  e quindi parte integrante dell'Impero d'oriente eppure le maggiori conseguenze di questa sconfitta le pagherà l'occidente come viene ben spiegato nel testo.
Questo libro non parla esclusivamente della Battaglia ma ci da prima il quadro generale della situazione politica antecendente alla battaglia; con i Goti che si ammassano sulle rive del Danubio e chiedono di poter entrare nell'Impero a seguito della venuta degli Unni che sconvolgono la situazione delle popolazioni orientali e provocano un sommovimento di genti, al giorno d'oggi a mio avviso questi "barbari" sembrano molto simili ai  migranti che attraversano il mediterraneo e arrivano oggi in Europa e d'altro canto i Goti erano in cerca di terre da coltivare e di integrazione all'interno dell'Impero. In ogni caso l'Impero era sempre aperto all'integrazione di nuove genti anche perchè era vastissimo e bisognava di forza lavoro ed anche di nuovi soldati per tenere al sicuro i suoi sconfinati confini. Non sempre però le cose vanno per il verso giusto e in questo caso i migranti, non per colpa essenzialmente loro, si trasformarono da una risorsa ad un problema, ci saranno diverse battaglie tra barbari e romani in Tracia, fino alla battaglia decisiva appunto ad Adrianopoli nel libro si affrontano tutti questi avvenimenti passo passo e si parla anche delle conseguenze successive alla clamorosa sconfitta.

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