mercoledì 24 giugno 2015

Paltiel ( Storia del riscatto di uno schiavo )

Era il 4 luglio del 925 quando la città di Oria in Puglia viene espugnata da un esercito saraceno guidato da Abu Ahmad Jafar, inviato del Califfo e fondatore della dinastia fatimida Ubayd Allah con il compito di saccheggiare Calabria e Puglia. Le conseguenze del saccheggio furono pesanti con circa 6000 morti e ben 10000 prigionieri.
Tra questi prigionieri c'era Paltiel un ragazzo facente parte della fiorente comunità ebraica di Oria dell'età di anni 12, che all'improvviso si trova dentro una nave insieme ad altri disperati che solcano il mare in direzione del continente africano con l'aspettativa tutt'altro che rosea di essere venduti al mercato degli schiavi. Paltiel era un discendente di Amittai il Vecchio capostipite di una eminente famiglia ebraica della città.
Una volta sbarcati a al-Mahdiyya capitale del regno fatimida il ragazzo viene venduto a Yacob Ishaq al-Israeli medico della corte fatimida, anche lui ebreo. Il ragazzo diventa quindi apprendista del medico di corte e successivamente medico, la sua grande occasione viene alla morte del maestro, quando il califfo al-Mansur avendo mal di testa manda a chiamare il medico di corte Yacob e venendo informato della sua morte, chiede se abbia lasciato un allievo in grado di risolvere il suo problema. Paltiel quindi si presenta al cospetto del Califfo, che non si fida di lui perchè troppo giovane, allora il ragazzo dice al Califfo che ungendo i suoi piedi con una lozione medicamentosa potrà risolvere quel problema. A quel punto un eunuco dice a Paltiel di essere un bugiardo in quanto dubita che per guarire un mal di testa si possa procedere applicando un medicamento ai piedi, e il ragazzo gli risponde di non meravigliarsi dell'unzione al piede e dice "Ma non è stato egli tagliato in basso nei suoi  testicoli e, guardate, gli cadde la barba dall'alto?".
Questo episodio segna la fortuna di Paltiel, cambia nome in Musa ibn Eleazar, diventa un importante personaggio della corte fatimide, non solo come medico, ma come scienziato, astrologo,chimico, esperto di antidoti e sperimentatore di nuovi farmaci. Riscattando in qualche modo e con gli interessi il triste destino che sembrava  lo avesse segnato quando da Oria a forza fu portato nel continente africano.


Fonte:
Sotto il segno del leone: Storia dell'Italia musulmana (Economica Laterza)

sabato 6 giugno 2015

Attacco allo straniero

Tra i tanti fatti di cronaca recenti mi ha molto fatto pensare il caso del rumeno aggredito a Roma da tre giovani neofascisti. I tre giovani balordi attaccavano prima verbalmente l'operaio rumeno al grido "sporco rumeno, te ne devi andare" in un bar della periferia romana fino all'inseguimento conclusosi in una panetteria dove il rumeno nel tentativo di proteggersi la gola dalle coltellate delle tre "bestie" perdeva due dita. Questo a mio avviso è un fatto sintomatico del degrado non solo sociale ma anche culturale che attraversa questo nostro "belpaese", tre sbandati neofascisti che cercano di uccidere un uomo perchè "straniero" dovrebbe molto far riflettere sulla brutalità di pensiero e sulla realtà contorta che molte "persone" vivono e sulla realtà della nostra vita quotidiana, una vita per la maggioranza delle persone difficile e sull'uso del disagio che fanno determinati soggetti politici. E' facile prendersela con gli altri e facile attaccare chi è da solo quando si è in gruppo, è facile vedere nel diverso la ragione dei propri mali, questa è una realtà storica che cavalca tutte le epoche, si è sempre vissuto l'attacco alla minoranza, al diverso, allo straniero, in modi più o meno cruenti, più o meno letali, ci illudiamo che il "progresso" migliori le cose, ma non sarà la tecnologia a costruire uomini migliori, non sarà la maggiore ricchezza di certe classi sociali a migliorare le cose, il progresso come dimostrato dalla storia non migliora le persone in quanto tali, migliora le eventuali condizioni di vita di alcuni e alle volte a danno di altri, ma finchè non vi sarà un vero progresso culturale non vi potrà essere una crescita sociale, una crescita dei valori, del rispetto e della dignità di ogni singolo essere vivente.