venerdì 25 settembre 2015

Strage alla Mecca

Ben 717 morti e 863 feriti alla Mecca durante l'annuale pellegrinaggio dei musulmani, l'Hajj, di tutto il mondo nella città santa dell'Islam.
Sembra quasi il bilancio di un conflitto bellico e invece è il tragico resoconto di una giornata andata storta. La gente è morta nella calca. Certo ci sono milioni di pellegrini ed è evidente che controllare l'ordine pubblico risulta difficile in ogni caso. Il principe ereditario saudita Nayef bin Mohammed ha aperto un'inchiesta per verificare le responsabilità dell'accaduto. Il massimo rappresentante della Chiesa cattolica ossia il Papa Francesco ha espresso la sua vicinanza ai fratelli musulmani.
Forse bisognerà pensare di attuare un maggiore controllo sul movimento dei pellegrini in futuro. Non si può lasciare senza controllo o con un controllo non adeguato una massa così enorme di gente. Ci vuole poco in simili situazioni a scatenare il panico e con esso delle immani tragedie come questa. 

martedì 22 settembre 2015

Far West a Lucera

Nelle campagne di Lucera si è verificato un fatto da "far west". Due agricoltori padre e figlio si sono messi  a inseguire tre cittadini del Burkina Faso. Il padre armato di fucile. E' andata a finire che uno dei tre burkinesi è morto colpito alle spalle da un colpo di fucile e un altro è ferito in modo grave. Tutto questo perché i tre africani stavano rubando dei meloni nelle campagne dei due agricoltori. Un movente alquanto ridicolo e una scena che solo a immaginarla e raccapricciante. Una reazione sproposita. Un fatto abominevole. E non è raro il sentire di omicidi con moventi ridicoli che devono provocare si sdegno ma devono anche far si che ognuno di noi si ponga degli interrogativi. Sul degrado civile e morale in cui vivono tantissime persone che nel caso in questione sono pronte a uccidere per qualche melone. La chiamiamo società civile la nostra e troppe volte di civile ha davvero poco. Non si può uccidere per così poco. Come non si può pensare di imbracciare un fucile e inseguire qualcuno sulla pubblica via. E già successo in Italia e probabilmente succederà ancora. Tanta gente andrebbe rieducata o se non si riesce o forse non si vuole rieducarla che almeno vengano tolti dal mondo civile.

Calcio e doping

Negli ultimi anni il doping è stato spesso associato al ciclismo per vari casi eclatanti che ci sono stati su tutti quello di Lance Armstrong. In ogni caso nel ciclismo di tanto in tanto i furbetti vengono beccati e squalificati e i controlli sono stati giustamente intensificati. Insomma il ciclismo sta facendo una certa pulizia e sembra che questo abbia i suoi frutti. Ovviamente il doping è diffuso in ogni competizione sportiva. Altro caso eclatante per l'Italia fu quello di Alex Schwarzer nella marcia. Nel mondo del calcio il doping esiste e negli anni qualche atleta è stato squalificato. Oggi uno studio fatto dalla Uefa sui giocatori che hanno disputato la Champions League dal 2008 al 2013 dice che circa l'8% dei controllati hanno nelle urine un valore fuori dalla norma. Sostanzialmente l'ombra del doping giganteggia sulla competizione e sul grande calcio europeo. Se solo si pensa che generalmente le rose delle squadre si compongono di circa 25 giocatori questo significa che almeno 2 giocatori per squadra sono a "rischio". Il bello di questo controllo è che il tutto è anonimo, quindi non si conoscono i nomi dei possibili sospetti e quindi non ci saranno provvedimenti a riguardo. Fantastico il mondo del calcio che si oppone da anni alla tecnologia e fa controlli antidoping in pieno anonimato. Sembra un gioioso mondo a se stante. Tutto questo getta grandi ombre sullo sport più amato al mondo. Ombre che a quanto pare non verranno diradate visto l'atteggiamento della Uefa. Negli altri sport e in special modo nel ciclismo, che tanto è stato bistrattato negli anni per la questione doping, i controlli si fanno in modo serio e rigoroso e le squalifiche ci sono per tutti quelli che sbagliano. Il calcio al momento sembra lontano anni luce. Ma forse non accadrà nulla, i tifosi continueranno a seguire i loro campioni a dubbio doping e tutto rimarrà come prima per la felicità di tutto il movimento. In fondo in questa nostra società la lealtà e l'onore non sono valori affermati e in molti preferiscono sostituirli con l'inganno e l'imbroglio. Forse questa nostra società nei suoi modi è un pò dopata.

lunedì 21 settembre 2015

I ragazzi di buona famiglia

A Genova il 14 luglio scorso alle 3 e 45 circa del mattino, su un autobus di linea, un uomo venne brutalmente aggredito da un gruppo di giovani al grido "gay di merda". L'uomo in realtà non era nemmeno omosessuale. Nonostante le botte e il pestaggio subito la vittima del pogrom omofobico, un 44enne, riuscì a scappare e tornare a casa. Nei giorni seguenti al misfatto accusò un malore che lo costrinse al ricovero ospedaliero dove fu posto in coma farmacologico. Fortunatamente l'uomo aggredito adesso sta bene e i suoi aggressori sono stati finalmente arrestasti dalle forze dell'ordine. A quanto pare tutti ragazzi di buona famiglia. Sono stati posti in arresto tre ragazzi tra i 18 e i 20 anni, di cui uno minorenne al momento della brutale aggressione, e fermate e denunciate 2 ragazze come complici del pogrom omofobico. Proprio un bell'assortimento di ragazzi di buona famiglia. Parità sessuale raggiunta in questo gruppo di bulletti delle buone famiglie. Pari opportunità di pestaggio potremmo dire pienamente raggiunta.
Fatti simili non sono nuovi, la brutalità che produce questa nostra società la vediamo ogni giorno, nell'aggressività che dimostrano i nostri simili ( alle volte non molto simili a noi ) in ogni ambito umano. Tutto corre troppo veloce. I rapporti umani via via decadono. Le famiglie sono allo sbando. L'individualismo è l'unica religione che si conosca. La gente è vittima delle mode e dei social network. Lobotomizzati attaccati agli smartphone. Morti viventi che dipendono da una virtualità tremendamente invasiva che aliena sempre di più. Il problema è culturale, la nostra è una società di maleducati, maleducati ad ogni livello sociale, ricchi, poveri, alto borghesi, medio borghesi, piccolo borghesi, proletari e sotto proletari. Tutti legati da un forte livello di maleducazione e da una cattiva attitudine al rispetto delle regole. Fin quando non ci sarà una maturazione sociale e dubito che ci possa essere, non possiamo aspettarci dei miglioramenti nella nostra società cosiddetta civile.

sabato 19 settembre 2015

La Giustizia dei Sauditi

Ho letto nella giornata di oggi, sul sito della Rai, Rainews.it,  di una sentenza emessa da un tribunale di Gedda in Arabia Saudita nei confronti di un giovane che nel 2012 partecipò ad una manifestazione antigovernativa. Questa sentenza che noi Occidentali potremmo definire quantomeno "originale" prevede la decapitazione e la successiva crocifissione pubblica del poveretto. Il "criminale" al tempo dei fatti aveva 17 anni. Questa pena esemplare per aver partecipato ad una manifestazione antigovernativa, ossia per aver pubblicamente esposto il suo dissenso nei confronti del governo del paese. Certamente questi Sauditi sembrano davvero suscettibili. Certamente hanno una visione del potere quantomeno assoluto, tirannico e dispotico e il rispetto dei diritti umani sembra davvero mancare del tutto. Sembra strano che al giorno d'oggi che ci siano paesi, che tra l'altro sono paesi "amici" degli Occidentali, e nello specifico parecchio amici degli Americani, nei quali si possa finire con la testa tagliata per aver manifestato opinioni diverse da quelle di chi comanda. E invece e così e non si sa se ci sarà qualcuno nel mondo che si indignerà per questo o che farà finta di indignarsi. L'unica cosa che sembra certa è che un libero pensatore e oppositore del nefasto regime Saudita perderà la testa. La perderà per aver perseguito i propri ideali e le proprie ragioni, la perderà da uomo libero, da martire della libertà di pensiero e d'espressione. All'Occidente tutto questo non interessa. Il destino di un singolo uomo non può interessare a meno che non ci siano in ballo milioni di dollari o di euro. Credo che un paese civile e che si fonda sulla libertà e autonomia dell'individuo debba prendere le distanze e prenderle nettamente da certi paesi Canaglia. Anche se già so che non lo faranno in nome del Dio denaro e del Capitalismo che lo rappresenta, perché l'unico vero valore è questo per l'Occidente, l'unico grande valore e il Capitalismo e tutto quello che lo rappresenta. E allora magari qualcuno farà finta di indignarsi ma niente cambierà le cose e l'orrore sarà perpetrato e continuato con il beneplacito del democratico Occidente.

venerdì 18 settembre 2015

Il muro dell'Europa

In tempi relativamente recenti abbiamo assistito all'abbattimento del muro di Berlino, uno dei simboli della guerra fredda e della cosiddetta Cortina di Ferro, ossia la divisione in due grandi blocchi dell'Europa; con il blocco occidentale nell'orbita politico-economica degli Stati Uniti d'America e il blocco orientale nell'orbita dell'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche.
Nella storia dell'umanità il muro o meglio le mura sono state ampiamente utilizzate nel sistema difensivo di città e paesi. In Europa famosissime le mura di Costantinopoli o mura Teodosiane, che assieme al posizionamento geografico della città la rendevano praticamente imprendibile. Come pure il Vallo di Adriano fatto costruire nel II secolo d.C. dall'Imperatore romano Adriano, per separare la provincia romana di Britannia, l'odierna Inghilterra, dalla Caledonia, l'odierna Scozia, costruito per arginare le scorrerie dei bellicosi Pitti. Famosa in tutto il mondo è la Grande Muraglia Cinese, fatta costruire dall'Imperatore cinese Qin Shi Huang nel III secolo a.C. ( 215 circa ), un'opera colossale che serviva a difendere lo Stato Imperiale cinese dalla bellicosità dei popoli nomadi dell'Asia Centrale.
In tempi recentissimi il concetto di "mura" o meglio di muro è tornato a far parlare di se l'Europa, con la creazione di un muro in filo spinato da parte dell'Ungheria al confine con la Serbia. Muro destinato ad impedire l'accesso in territori ungherese da parte dei migranti provenienti dall'Asia minore. Il muro è stato fatto costruire dal Primo Ministro ungherese Viktor Orban. Questa iniziativa di difesa dei confini nazionali tuttavia ha ricevuto forti critiche da parte di altri paesi dell'Unione Europea. Critiche ad esempio sono giunte dalla Francia. Si dalla Francia, la stessa Francia che fino a qualche mese fa non lasciava passare i migranti provenienti dall'Italia. Evidentemente hanno la memoria corta. Questo non deve soprendere è un classico ormai della politica dei maggiori paesi Europei, le loro intenzioni e le loro dichiarazioni differiscono quasi sempre dai fatti. L'unica cosa sicura e certa e che in Ungheria non faranno passare i migranti e difenderanno strenuamente la loro integrità nazionale e questo a prescindere da qualunque scelta o decisione degli altri paesi UE.

giovedì 17 settembre 2015

Da Orban a Orban.

Durante il XV secolo viveva nei balcani un artigiano ungherese, si chiamava Orban, la sua specializzazione era la costruzione, mediante la fusione del bronzo, di grandi cannoni atti a distruggere le mura delle città. Questo artigiano nell'anno 1452 si era recato a Costantinopoli a cercar fortuna alla corte imperiale, l'Imperatore Costantino XI Paleologo Dragases gli garantì un piccolo stipendio, che però vista la pessima condizione economica delle finanze imperiali non riuscì nemmeno a corrispondere. E fu così che l'ungherese un giorno lasciò la città e si recò a Edirne alla corte di Maometto II sovrano dei Turchi Ottomani che gli offrì subito abiti e cibo e lo ingaggiò incaricandolo di costruire una grande bombarda atta a demolire le forti mura di Costantinopoli. Nel 1453 la tecnologia dell'artiere ungherese contribuirà a dare una grossa mano alle schiere turche nella conquista di Costantinopoli grazie alle grandi bombarde.
Nel XXI secolo Viktor Orban è un politico ungherese e Primo Ministro dell'Ungheria con un governo formatosi a seguito delle elezioni dell'aprile 2014. Aveva già avuto la carica di Primo Ministro altre due volte nel corso della recente storia ungherese dal 1998 al 2002 e dal 2010 al 2014. Nell'estate del 2015 Viktor Orban annuncia la costruzione di un muro al confine con la Serbia per evitare l'ingresso nel territorio ungherese dei migranti che provenienti dal medio-oriente attraversano i balcani tentando di arrivare nel Nord Europa. Il muro è stato realizzato in tempi molto brevi e al giorno d'oggi impedisce alle masse di migranti l'accesso in Ungheria.

venerdì 11 settembre 2015

Questioni di responsabilità

Petra Laszlo è la giornalista ungherese, più esattamente una reporter, che sgambettò dei migranti, nello specifico una ragazzina e un padre con bambino in braccio, facendoli cadere nelle campagne ungheresi nei pressi del confine con la Serbia. Dopo il fatto increscioso che tra l'altro ha provocato il licenziamento della reporter, la stessa ha chiesto scusa spiegando che si trovava nel panico e non sapeva cosa fare. Solitamente chi è nel panico o non fa nulla o scappa. In ogni caso mi sembrano davvero scuse fuori luogo, figlie di questo tipo di società europea, dove nessuno e sottolineo nessuno è capace di prendersi le proprie responsabilità. Il problema di fondo è questo la responsabilità, bisogna assumersi le proprie responsabilità il resto sono storielle, e le scuse non sono un buon vettore per l'assunzione di queste responsabilità, anzi tutt'altro, con la "variante" panico, la reporter anziché assumersi la colpa delle sue azioni, cerca delle attenuanti, che in qualche modo la sollevino dalla colpa originale. Sono tutti bravi nel cercarsi delle scuse in Europa, i politici, gli industriali, i giornalisti, gli sportivi sono pochissimi coloro i quali si assumono serenamente la responsabilità delle proprie azioni, forse è frutto dei tempi, dell'individualismo imperante e della strenua difesa del nostro io contro tutto e contro tutti. Sarebbe ora di crescere e di assumersi finalmente le proprie responsabilità.