lunedì 21 settembre 2015

I ragazzi di buona famiglia

A Genova il 14 luglio scorso alle 3 e 45 circa del mattino, su un autobus di linea, un uomo venne brutalmente aggredito da un gruppo di giovani al grido "gay di merda". L'uomo in realtà non era nemmeno omosessuale. Nonostante le botte e il pestaggio subito la vittima del pogrom omofobico, un 44enne, riuscì a scappare e tornare a casa. Nei giorni seguenti al misfatto accusò un malore che lo costrinse al ricovero ospedaliero dove fu posto in coma farmacologico. Fortunatamente l'uomo aggredito adesso sta bene e i suoi aggressori sono stati finalmente arrestasti dalle forze dell'ordine. A quanto pare tutti ragazzi di buona famiglia. Sono stati posti in arresto tre ragazzi tra i 18 e i 20 anni, di cui uno minorenne al momento della brutale aggressione, e fermate e denunciate 2 ragazze come complici del pogrom omofobico. Proprio un bell'assortimento di ragazzi di buona famiglia. Parità sessuale raggiunta in questo gruppo di bulletti delle buone famiglie. Pari opportunità di pestaggio potremmo dire pienamente raggiunta.
Fatti simili non sono nuovi, la brutalità che produce questa nostra società la vediamo ogni giorno, nell'aggressività che dimostrano i nostri simili ( alle volte non molto simili a noi ) in ogni ambito umano. Tutto corre troppo veloce. I rapporti umani via via decadono. Le famiglie sono allo sbando. L'individualismo è l'unica religione che si conosca. La gente è vittima delle mode e dei social network. Lobotomizzati attaccati agli smartphone. Morti viventi che dipendono da una virtualità tremendamente invasiva che aliena sempre di più. Il problema è culturale, la nostra è una società di maleducati, maleducati ad ogni livello sociale, ricchi, poveri, alto borghesi, medio borghesi, piccolo borghesi, proletari e sotto proletari. Tutti legati da un forte livello di maleducazione e da una cattiva attitudine al rispetto delle regole. Fin quando non ci sarà una maturazione sociale e dubito che ci possa essere, non possiamo aspettarci dei miglioramenti nella nostra società cosiddetta civile.

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