giovedì 28 gennaio 2016

Il giorno della famiglia?

Voglio parlare del Family Day. Ossia della manifestazione che si terrà a Roma sabato del corrente mese. Una manifestazione che difende la famiglia tradizionale. Almeno questo è quanto dichiarano gli organizzatori. Nello specifico più che difendere la cosiddetta famiglia tradizionale a me appare come manifestazione tendente a negare uno specifico diritto civile a delle categorie di persone. Si appunto. Negazione di un diritto civile. Il diritto a contrarre una unione di natura matrimoniale con persone dello stesso sesso. Non vedo perché qualcuno debba manifestare contro questa equiparazione della natura matrimoniale. Non vedo cosa ci sia da obiettare. Il matrimonio è sostanzialmente un contratto che lega due persone. E allora perché questo contratto deve essere per forza atto a tutelare il binomio uomo\donna e non donna\donna o uomo\uomo?
Da questo si desume che il Family Day è una manifestazione ostile. Una manifestazione negazionista. Nel senso che vuole determinare una scelta politica atta a non equiparare l'unione uomo\donna alle unioni di natura omosessuale. Una manifestazione che viene organizzato contro altri soggetti. E tra l'altro non si capisce cosa spinga questi negazionisti a manifestare. L'unirsi di una coppia omosessuale legalmente cosa cambia al cattolico o al conservatore di sorta? Forse si preoccupano per i bambini. Perchè a quel punto le cosiddette "nuove" famiglie potrebbero adottare. Il cattolico si preoccupa. Si turba. Non può sopportare ne immaginare tale situazione. I bambini a loro avviso avrebbero problemi comportamentali, forse sessuali e così via. 
Io credo che non si può manifestare per negare un diritto ad altri. Un diritto che è frutto dell'evoluzione della nostra società, della società occidentale. Un diritto che consente una tutela di soggetti che fino a oggi non vengono tutelati. Nonostante magari convivano da anni e formalmente costituiscano già un nucleo familiare. Ebbene che l'Italia si desti dal torpore e dall'oscurantismo cattolico in cui è versata. Negare il diritto all'unione al giorno d'oggi vuol dire negare la dignità stessa a quelle persone, soprattutto considerando che negli altri paesi europei dell'Occidente queste unioni civili sono già una realtà.

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