venerdì 22 gennaio 2016

Schengen o non schengen questo è il problema.

Sembra che ormai il Trattato di Schengen sulla libera circolazione delle persone all'interno degli stati membri sia ad alto rischio per la nota situazione che vede l'Europa invasa dai migranti. Il continente è ormai invaso da un continuo flutto migratorio di genti che dall'Africa e dal Medio Oriente percorre il suolo europeo alla ricerca di fortuna. Non si può non pensare ad un possibile collasso delle nostre società. L'arrivo indiscrimato di migranti non può continuare a tempo indeterminato. I nostri paesi cosa fanno? La cosiddetta Europa cosa fa? Alcuni paesi per non correre rischi hanno eretto barriere lungo le linee di confine e forse altri paesi lo faranno. Non si può non pensare che questa crisi sia anche causa di certi interventi militari internazionali che larga parte dei paesi europei ha attuato nel corso degli ultimi decenni. L'ingerenza dell'Occidente in tanti contesti ha aumentato l'instabilità e la pericolosità di quei paesi. Provocato conflitti sempre crescenti e caos in quelle già instabili realtà. Adesso il frutto di quelle azioni e gli effetti del capitalismo internazionale stanno ritornando indietro. E ritornano manifestandosi attraverso quell'immane flusso umano che sono i migranti. La storia ci insegna che situazioni simili possono portare immensi disastri anche se troppo spesso chi governa sembra avere una scarsa memoria storica e un pressapochismo desolante. La sospensione del Trattato di Schengen è una soluzione momentanea che per la verità non cura il problema. Il problema, i migranti, resteranno e si accalcheranno alle frontiere, e non si sa se basteranno le barriere a fermarli o a scoraggiarli. Il caos internazionale resta e finchè i vari conflitti locali si amplieranno sempre di più come sta avvenendo al momento la situazione resterà critica.

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