venerdì 19 febbraio 2016

Il problema della disoccupazione in Italia.

Il tasso di disoccupazine in Italia si aggira ufficialmente tra il 10% e il 12% secondo gli studi statistici. La mia idea è che questa stima sia ampiamente sotto il reale livello. Posso dire che a mio avviso dovremmo almeno raddoppiare questa percentuale e portarci su un più realistico 20%. E questo senza bisogno di lavorare con la statistica basta guardare il paese reale. Trovare un lavoro equivale a vincere alla lotteria. Non perché l'eventuale lavoro offrirebbe una qualche eccezionale remuneratività. Il motivo è ben più semplice sono le poche probabilità pratiche di trovarlo. 
E già i governanti dicono sempre che la situazione migliora, si forse la loro, anzi senza alcun dubbio, ma per il normale cittadino ogni giorno che passa è una roulette russa. Intendiamoci offerte di lavoro ce ne sono ma nella maggior parte dei casi si richiede sempre una certa esperienza in determinati campi e quindi una poca flessibilità dell'offerta. Quando invece si richiede massima flessibilità al lavoratore che ricerca un impiego. E' difficile mettere insieme le due cose, da un lato le aziende non sono per nulla flessibili ma guardano sempre e solo al campo dove operano dall'altro per il lavoratore che perde il lavoro in un dato settore diventa impossibile riciclarsi in un altro. Sembra paradossale ma la realtà è questa, certo al telegiornale sentirete sempre le buone novelle, ma non fanno più testo ormai, tutte notizie per la maggior parte false o quanto meno tendenziose volte a far rimanere nel brodo noi poveri cittadini. 
E non solo ma nel nostro paese, a differenza della molteplicità dei paesi dell'UE non è previsto un reddito di cittadinanza, che quanto meno risulta essere un utile strumento di sostegno sociale verso chi non può trovare altrimenti un reddito.
Un reddito, oggi il punto è proprio questo, la società non può garantire un lavoro a tutti, e questo lo abbiamo capito da tempo, ma  un reddito si, non solo è possibile farlo, ma dovrebbe essere doveroso, per dare dignità a tutti i cittadini che altrimenti a segutio della perdita di lavoro e del cambiamento di status da lavoratore a disoccupato perdono non solo il  loro lavoro ma anche la dignità della cittadinanza. Una cittadinanza senza reddito al giorno d'oggi è una cittadinanza senza dignità che qualifica un cittadino che si trova nelle condizioni di non aver una occupazione ad essere un cittadino di serie b. E nessuno dovrebbe essere costretto a retrocedere a questa condizione e invece in tanti oggi lo sono costretti da un sistema sempre più capitalistico e per questo sempre più immorale.

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